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BRICIOLE DI MARE

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medusaLa calma è quella del primo pomeriggio, il caldo al limite della legalità, il vocìo delle presenze registrato ancora sotto i decibel necessari per coprire il rumore delle onde ed io sbadiglio per una noia compiacente e per vedere (altro…)

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Esami di stato ansioso

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exameQualcuno ha detto che basta canticchiare a voce alta il motivo che ti ronza in testa per farlo uscire e di solito è un metodo infallibile che stavolta (altro…)

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Divieto di afflizione

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eccoLa gente mormora e si sa. Il paese è piccolo e si sa anche questo, però si ignora quanto possa esserlo perchè a volte lo è tanto da non trovare altro spazio che il muro di fronte casa mia per attaccare i manifesti funebri, proprio dove si trova (altro…)

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Un giorno ordinario

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sciccosoDecido egoisticamente di cucinare qualcosa di buono per pranzo perchè è altamente egoistico decidere di cucinare qualcosa di buono al solo fine di ricevere consensi fatti di quel silenzio assenso lungo quanto tutto il pasto. Apro il frigo e vedo (altro…)

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Dialogo con la mia coscienza N°27

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(Coscienza) – A cosa stai pensando? –
( Io ) – Ad una conversazione in palestra. –
(Coscienza) – Con chi? –
( Io ) – Con un’amica mentre aspettavamo l’insegnante per la lezione di fitness. –
(Coscienza) – Raccontami –
( Io ) – Stavamo parlando di diete, caldo, figli… quando mi si avvicina per scrutarmi meglio e mi dice
“Ma metti il fondotinta per venire in palestra?”
“Perchè? Tu no?”
“No, lo uso solo nelle grandi occasioni”
“Beh, io guardo la vita con entusiasmo e per me ogni giorno è speciale”. E giù risate come nei finali degli spot pubblicitari.
(Coscienza) – Ti sembra il caso di conciarsi come Joker che tenta di tenersi in forma mentre Batman è distratto? –
( Io ) – Ho un trucco più scuro. –
(Coscienza) – Allora, come una cantante gospel che si allena tra una prova del coro e l’altra…? –
( Io ) – Hai ragione, ma mi consolo pensando a quelle che truccate sono peggio di me. –
(Coscienza) – Cioè? –
( Io ) – Le partite di calcio. –

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Dialogo con la mia coscienza N°26

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(Coscienza) – Stai facendo un bilancio? –
( Io ) – Beh, sì…Prendevo la macchina anche per girare tra le corsie del supermercato e in palestra ci sarei andata solo se ci fosse stato un buffet, non avrei mai creduto di riuscire a fare sette mesi senza esitare. –
(Coscienza) – Sei proprio soddisfatta. –
( Io ) – Certo, e ripeterò questa esperienza anche il prossimo anno per il mio benessere fisico e mentale: mangio meno, meglio, sono rientrata nei miei jeans preferiti, ho cominciato ad ascoltare musica nuova che sento durante gli allenamenti e riesce a rilassarmi anche fuori da quell’ambiente. A proposito di canzoni, ho cercato Hozier su Wikipedia ed ho visto che 1990 era la data di nascita. “Possibile che abbia 15 anni?”, mi sono  detta: 25 anni, chi è nato nel 1990 ha 25 anni, ti rendi conto?!? –
(Coscienza) – Devi pensare che i nati nel 1997 quest’anno prenderanno la patente. Basta fare due conti.
Mi dicevi della musica…Oltre ad Hozier, chi ti piace adesso? –
( Io ) – Ed Sheeran, Radiohead, Ligabue…-
(Coscienza) – La compagnia non ti manca… –
( Io ) -… e Vasco Rossi. –
(Coscienza) – ….. –
( Io ) – Capito? Ehi, ci sei ancora? –
(Coscienza) – Vasco Rossi, eh? Solo per questo, se fossi in tuo marito, penserei seriamente di diventare il tuo primo marito. –
( Io ) – Dai, non esagerare! –
(Coscienza) – E tu rimangiati la parola. –
( Io ) – Giammai! –
(Coscienza) – Perchè? –
( Io ) – Ho paura d’ ingrassare… –

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Gli oggetti inutili

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INUTILICerco con poche speranze una vecchia ricevuta per provare un pagamento e mi arrivano tra le mani pure la Bibbia di Gutenberg e inediti disegni di Leonardo da Vinci, ma il latitante foglietto (altro…)

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L’apparizione

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rebelE alla fine è apparsa la Madonna.
Non certo in una sperduta chiesa di campagna e nemmeno lacrimava, però brillava di luce divina ed i fedeli erano in estasi, peccato (!) che il tutto sia stato poi ridimensionato dall’immagine di un barman che serve del buon vino ad un diffidente pappagallo appollaiato sul trespolo e travestito da Crudelia De Mon. L’atmosfera religiosa è stata comunque mantenuta da Fazio nell’inedita veste di prete da oratorio che intervista in esclusiva la pecorella smarrita, ma sempre con quel finto disagio di trovarsi nel posto sbagliato su cui ha costruito una carriera e fallendo nel tentativo di buttarla in caciara con tarallucci e vino mentre veniva zittito da chi non ha niente da imparare in fatto di marketing e usava “rebel heart” come continuo intercalare o raccontava la sua ammirazione per il coraggio di Frida Kahlo nel mostrarsi così com’era, con baffi e monociglio. Poco importa se lo abbia fatto seduta sul bracciolo della poltrona per non sembrare troppo bassa e se ogni centimetro di pelle indicava l’uscita alle sue spalle.
Carattere discutibile, insopportabile divismo e presunto cinismo che ha fatto applaudire mezzo pianeta durante la sua caduta ai Brit Awards, ma se da più di trent’anni continuiamo a sentire la sua musica e meravigliarci della sua capacità camaleontica, vuol dire che ha ragione lei.

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Premi

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Metti un sabato pomeriggio di tempo uggioso, una buona connessione, dieci minuti di ozio tra un “devo fermarmi” ed un “oddio, com’è tardi” ed è subito navigazione a vele spiegate nel mare del web, cercando il nulla e trovando tutto. O viceversa. La pesca è buona. Un sito adatto per un pomeriggio senza pretese in cui si cerca il nulla e si trova il tutto, di interessanti storie personali, racconti sulle coraggiose scelte di chi ha deciso di cambiare lavoro e vita. Catturano la mia attenzione in maniera irreversibile. I minuti a mia disposizione diventano sette mentre leggo il racconto di un medico che aveva scelto di abbandonare la sua carriera e trasferirsi in campagna insieme alla famiglia per dedicarsi all’agricoltura biologica, ma è interrotto da un “PREMI” lampeggiante.
Le alternative sul significato di questa parola sono due:
a) plurale di premio,
b) imperativo di premere per cliccare col cursore sulla scritta e conoscere il seguito della storia.
I minuti a mia disposizione diventano tre mentre scarto la prima ipotesi perchè non credo che nessuno voglia regalarmi qualcosa senza aver fatto niente se non può rinfacciarmelo oppure presentarmi, presto o tardi, lo scontrino. E allora, penso che mi sarebbe stato chiesto di iscrivermi al sito per continuare a leggere. Premo. Sarei stata sorteggiata in un concorso a premi per vincere una 500. Lo so che non avrei vinto una 500, che non sarei stata nella lista dei sorteggiati e di sicuro non c’era nessun concorso a premi, rimane il fatto che ho escluso a priori l’ipotesi migliore: un regalo. Un dono dal nulla, senza occasioni nè meriti. Solo per la mia presenza.
Non l’avrei mai ricevuto, ma io non ci ho creduto ed ho preferito rispondere ad un imperativo.
Oggi ho scoperto il potere di internet: riuscire a farmi sentire scema.
E sono pure finiti i minuti a mia disposizione.

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Racconti (parte prima)

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scrittoQuel giorno mi ero alzata, per la prima volta a memoria d’uomo, prima che l’odiosa sveglia mi chiamasse al dovere. Ero impaziente di scrivere l’ultimo capitolo del mio romanzo (altro…)

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