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Buon anno

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Come ogni anno ho trascorso la vigilia con i volti ed i sorrisi delle persone che amo di più, mangiando come se fossimo scampati ad una guerra, sentendo la voce al telefono della mia nipotina troppo lontana ed ingannando il tempo giocando a tombola , mentre qualcuno sbirciava la cartella del vicino e qualcun altro realizzava un cappello in stile “Star Wars” con la scatola del panettone appena mangiato. E con gli occhi puntati sull’ orologio di Raiuno, dove la mezzanotte è più mezzanotte, facciamo a gran voce il countdown sollevando i bicchiere con una mano e coprendo gli occhi con l’altra per paura del tappo/proiettile. Baci, abbracci, qualche frettoloso desiderio espresso con timidezza e determinazione sulle note di quei brani che da sempre accompagnano i trenini televisivi.
E’ stato un anno non facile in cui ho accolto con gioia i momenti più belli ed affrontato le improvvise avversità, per questo considero già una conquista questa splendida routine ed al 2014 non chiedo nulla, neanche che ore sono
e l’unica certezza che ho è di sbagliare la data scrivendo ancora 2013 per i prossimi mesi…

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Al supermercato

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Stamattina al supermercato reparto salumeria, una signora:
– Mi daresti 2 etti di crudo tagliato fino fino fino? Se è un po’ più grosso me lo lasciano tutto
– Certo, subito! –
– Poi vorrei un etto di bresaola, però togli la prima fetta. –
– Ma l’ ho affettato al signore che c’era prima di lei… –
– Ha quel colore… –
– Va bene, la tolgo. Altro? –
– Vorrei del parmigiano con stagionatura di 24 mesi, ma non come quello della volta scorsa: era troppo morbido, non sono riuscita a mangiarlo e l’ho dovuto buttare. –

Credo che fino a quando avremo una tavola imbandita con bresaola, Parmigiano, prosciutto dello spessore giusto e tante pretese, qualunque rivoluzione sarà solo un pretesto per quei guerrafondai con la squadra in serie B o un valido strumento in campagna elettorale ed avrà l’effetto di un sassolino nel mare: un po’ di movimento e poi tutto come prima.
La Bastiglia non è mai stata così lontana.

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Quei giorni senza festa

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I giorni non festivi nel periodo natalizio sanno di panettoni con canditi e uvetta aperti e appena assaggiati, avanzi in frigo di cenoni scaldati e proposti fino ad esaurimento, scatole di cioccolatini vuote, carta da regalo strappata e stropicciata, di bottoni che chiudono ormai forzatamente e fino alla sera del 31, biglietti di auguri vicino alle carte da gioco messe lì a portata di mano e bambini già stufi di quegli ingombranti e costosi giocattoli regalati da delusi genitori, di indecisioni e discussioni sul menù di Capodanno trattato come il piano per invadere la Polonia mentre si ritorna svogliati ed appesantiti al lavoro e allo studio.
I giorni non festivi nel periodo natalizio sono più tristi di Brunetta quando deve mettere il puntale all’albero.

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Dialogo con la mia coscienza N° 4

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(Coscienza) – Cos’ hai? –
( Io ) – ……… –
(Coscienza) – Che ti succede? –
( Io ) – Niente… –
(Coscienza) – Che succede? –
( Io ) – Niente –
(Coscienza) – Che succede? –
( Io ) – Lasciami in pace! –
(Coscienza) – Vorrei tanto essere la coscienza di un uomo… –

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L’albero di Natale

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Quest’ anno il mio albero di Natale è un ecomostro di 3m, un’ingombrante e minacciosa presenza che ha preso possesso della sala da pranzo dove mi sembra quasi di sentirlo, con la voce di Camilleri mentre offre i torroncini della cesta lì vicino, corrompere i pastorelli del presepe per eliminarci tutti con gli stessi addobbi al primo cenone, poi scapperà per rifarsi una vita con un nuova identità al Fantabosco, ma verrà catturato e racconterà tutto in un’intervista televisiva alla Leosini………
Per evitare che la fantasia continui ad avere la meglio sullo spirito natalizio,
seguirò meno i dibattiti tra politici e acquisterò capi d’abbigliamento non ancora scontati.

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Quello strano rumore

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Sento uno strano rumore provenire dalla cucina, come una goccia continua e fastidiosa, però ancora non sono riuscita a capire dove e cosa sia.
Se fossi in un film horror, l’ambientazione sarebbe notturna, mi alzerei dal letto ed andrei a vedere, camminando temeraria nel buio, ma con un raggio di luce proveniente da quell’unica finestra aperta che illuminerebbe la scena in cui un intruso (forse un ladro) mi prenderebbe di spalle, intimandomi all’orecchio di non gridare, mentre mi punta un coltello alla gola…..
Ed invece è mattina, cercherò nella rubrica il numero dell’idraulico che arriverà con 12 ore di ritardo, si farà strada tra secchi e stracci e risolverà il problema in 5 minuti per una parcella da millemila euro e senza ricevuta.
Sono triste.

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Dialogo con la mia coscienza N°3

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(Coscienza) – A cosa stai pensando?-

( Io) – Sai, domani ci saranno le primarie e vorrei fare la scelta giusta –

(Coscienza) – Vota secondo coscien….Ehm…Parlami dei candidati –

( Io ) – C’è Cuperlo che forse rappresenta un po’ il vecchio sistema, troppo da radical chic. E poi mi ricorda tanto il Visconte Cobram di Fantozzi.
L’ altro è Renzi comunicativo come i venditori porta a porta del Folletto.
Quando lo sento parlare, mi viene in mente quell’amico che ti incontra dopo vent’anni e ti propone di metterti in società con lui perchè ha un affare da un sacco di soldi -.

(Coscienza) – Vai avanti –

( Io ) – Il terzo è Civati con la sua faccia da bravo ragazzo che crede davvero in quello che fa e con passione. Uno dei pochi a farti credere che in politica ci possa essere qualcuno che sia onesto -.

(Coscienza) – Che strano sentire “politica” ed “onesto” nella stessa frase.
Comunque, mi pare che tu abbia deciso…-

( Io ) – Già….Grazie, ciao -.
(Coscienza) – Ciao e guarda che neanche a me piace quello del Folletto. Però…

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Dialogo con la mia coscienza N°3

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(Coscienza) – A cosa stai pensando?-

( Io) – Sai, domani ci saranno le primarie e vorrei fare la scelta giusta –

(Coscienza) – Vota secondo coscien….Ehm…Parlami dei candidati –

( Io ) – C’è Cuperlo che forse rappresenta un po’ il vecchio sistema, troppo da radical chic. E poi mi ricorda tanto il Visconte Cobram di Fantozzi.
L’ altro è Renzi comunicativo come i venditori porta a porta del Folletto.
Quando lo sento parlare, mi viene in mente quell’amico che ti incontra dopo vent’anni e ti propone di metterti in società con lui perchè ha un affare da un sacco di soldi -.

(Coscienza) – Vai avanti –

( Io ) – Il terzo è Civati con la sua faccia da bravo ragazzo che crede davvero in quello che fa e con passione. Uno dei pochi a farti credere che in politica ci possa essere qualcuno che sia onesto -.

(Coscienza) – Che strano sentire “politica” ed “onesto” nella stessa frase.
Comunque, mi pare che tu abbia deciso…-

( Io ) – Già….Grazie, ciao -.
(Coscienza) – Ciao e guarda che neanche a me piace quello del Folletto. Però…

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Dialogo con la mia coscienza N°2

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(Coscienza) – Ti vedo triste.
( Io ) – Lo sono.
( Coscienza ) – Cosa è successo?
( Io ) – Sono molto dispiaciuta per un’ improvvisa perdita.
(Coscienza ) – Chi è morto?
( Io ) – Brian.
(Coscienza) – Un tuo amico?
( Io ) – No, un cane.
(Coscienza) – Di una tua amica?
( Io ) – Non proprio, era il cane dei Griffin. Sai, quel cartone animato americano…
(Coscienza) – ………..
( Io ) – Ok, la smetto.

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“D” di Denaro

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Ho decisamente scarsa memoria nel ricordare il motivo per cui ho litigato con una persona e quello per cui non compro più una rivista: la prima mi permette di non portare rancore, la seconda di reiterare il reato.
vogueEro un’assidua lettrice di “D” allegato de “La Repubblica” finchè (altro…)

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