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Sdegno Mondiale

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mondialiNon essere infermiera, metronotte, panettiere, farmacista o medico di guardia, pompiere o pr di discoteca è l’unico motivo per cui, all’ora della partita, ero stretta stretta nelle braccia di Morfeo, per il resto (altro…)

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Vecchio o nuovo

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oraHo dormito un’ora in più.
Non me ne sono accorta, ma ci credo.
E poi a cosa può mai servire avere a disposizione 60 minuti di domenica? La puntualità appartiene (altro…)

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Dialogo con la mia coscienza N°19

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(Coscienza)  – A cosa stai pensando? –
( Io ) – Oggi è il 1°ottobre –
(Coscienza) – Ma come hai fatto a scoprirlo? Sei proprio perspicace! Cos’hai intenzione di fare, diffonderai la notizia o terrai questo segreto tutto per te? –
( Io ) – Dai, non scherzare…stavo cercando di capire per quale motivo non strappo mai il foglio del calendario all’inizio di ogni mese. –
(Coscienza) – Hai una tua teoria? –
( Io ) – Non saprei, forse paura di abbandonare un passato certo, il timore di affrontare l’incertezza del futuro… –
(Coscienza) – Uhmmm…-
( Io ) – E tu, che idea ti sei fatta? –
(Coscienza) – Per me è mancanza di determinazione nel compiere un’azione di cui si riconosce l’importanza con una soglia di affaticamento bassissima anche a fronte di sforzi fisici e mentali minimi. –
( Io ) – Cioè? –
(Coscienza) – Sei pigra! – E ora vai ad aggiornare il calendario e portami da bere. –
( Io ) – Tu non bevi! –
(Coscienza) – Hai ragione, ma a volte ne avrei bisogno… –

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carta d’identità

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La domenica mattina mia madre aveva sempre la radio accesa per ascoltare le canzoni della hit parade e ” Gran varietà ” con Enrico Vaime che una volta ha detto: “Ogni giorno che passa, somigliamo sempre di più alla foto della nostra carta d’identità”. Non sono d’accordo se penso al mio primo documento di riconoscimento fatto a 18 anni per l’iscrizione all’Università ed il debutto come elettrice, quando le foto migliori sono quelle che ti immortalano per come sei realmente e, invece, per anni sono stata costretta ad esibire, negli uffici o ai posti di blocco, l’immagine in bianco e nero di un sorriso forzato dal fotografo che dispensava meccanicamente consigli di posa senza alzare lo sguardo dall’obiettivo, ma non era riuscito a cancellare l’espressione felice di chi aveva raggiunto il traguardo della maggiore età, l’illusione della libertà per la patente conseguita da poco, una vita da vivere, mille errori da fare e tutto il tempo per correggerli.
E’ domenica mattina ed ho la radio accesa. Sto guardando la mia carta d’identità rinnovata poco più di dieci anni fa, quando le foto migliori sono quelle che ti immortalano diversa da come sei, ma i colori troppo accesi, quasi fluo mi invecchiavano di almeno dieci anni. Adesso mi rivedo in quell’immagine che allora ho giudicato impietosa, anche se l’imperdonabile chiaro scuro delle luci di un insensibile fotografo, non era riuscito a cancellare l’espressione felice di chi era diventata da poco mamma per la seconda volta ed aveva appena comprato casa nei luoghi che mi avevano visto bambina.
Enrico Vaime aveva ragione ed è ancora in radio. L’unica cosa che non è cambiata negli anni.

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Dialogo con la mia coscienza N°16

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( Io ) – BUH! –
(Coscienza) – Ehi, che c’è? –
( Io ) – Niente, volevo solo vedere se eri attenta… –
(Coscienza) – Ormai sono qua. Dimmi. –
( Io ) – Beh, niente di che…Ieri sera ero rilassata sul divano col mio bucolico pigiama rosa a fiorellini azzurri, le ciabatte da casa e gli occhiali che metto a fine giornata dopo aver tolto le lentine, gli chiedo se era buono il pollo mangiato a cena e vedo solo dopo che in tv sfilano bellissime modelle. L’istantanea del disagio. Sono sicura che se Leopardi avesse visto Silvia così conciata, non se ne sarebbe mai innamorato e se ne sarebbe guardato bene dal dedicarle poesie. E forse sarebbe stato un uomo felice.
(Coscienza) – Come ti sei sentita? –
( Io ) – Inadeguata e brutta. –
(Coscienza) – Dai, non eri inadeguata… –

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Dialogo con la mia coscienza N°13

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Coscienza) – A che pensi? –
( Io ) – Di avere una fervida immaginazione. –
(Coscienza) – Perchè? –
( Io ) – Sai, quando metto i guanti per lavare i piatti, penso di essere un chirurgo che si appresta ad un importante intervento, mentre mi trucco, fantastico di essere nel camerino di un teatro gremito di gente in attesa della mia uscita, se esco di fretta con la macchina, immagino di dover andare ad una riunione con importanti uomini d’affari che aspettano solo me per cominciare….Forte, vero? –
(Coscienza) – Direi inquietante… –
( Io ) – Ad esempio, in questo momento tu sei Freud ed io una sua paziente…
(Coscienza) – Parlando sempre di questo preciso momento, cosa pensi che sia
quello davanti a te? –
( Io ) – Un lettino per massaggi per un lungo trattamento rilassante in un’esclusiva
beauty farm –
(Coscienza) – E invece? –
( Io ) – E’ l’asse da stiro con una montagna di panni da stirare. –
(Coscienza) – Beh, credo allora sia meglio non perdere altro tempo. –
( Io ) – Ok, ciao. –
(Coscienza) – Vai, vai..-

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Certezze

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Il passaggio di un arrotino, di una vecchia 500 o (altro…)

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Dialogo con la mia coscienza N°32

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(Coscienza) – Cosa c’è, Milena? –
( Io ) Imbarazzo, tanto imbarazzo…-
(Coscienza) – E’ successo qualcosa? –
( Io ) – Sì, oggi e tutte le volte che viene qualcuno a casa mia per guasti, riparazioni e lavori di ogni tipo. –
(Coscienza) – Dai, parla. –
( Io ) – Parlare, appunto. E’ proprio questo il problema. –
(Coscienza) – Spiegati meglio. –
( Io ) – Per esempio, arriva l’idraulico ed io invece di andarmene e sminuire l’urgenza descritta al telefono con una irrispettosa strafottenza, preferisco rimanere, ma non so cosa dire e chiedo i motivi del guasto. A questo punto, il suddetto interrompe il lavoro, alza la testa da sotto il lavandino, comincia una descrizione minuziosa dell’accaduto ed elenca le probabili diagnosi, senza risparmiare noiosi dettagli tecnici di cui mi importa poco o nulla se non l’esito finale: la riparazione. –
(Coscienza) – Potresti parlare del tempo o della crisi. –
( Io ) – Il tempo? E che dovrei dire? Quanto sia strano che a gennaio faccia freddo? La crisi? Idraulici e meccanici spesso approfittano dell’imprevedibilità e vengono pagati per quello che chiedono. I più abili fanno anche credere di averti trattato da amico per prezzo e tempestività. –
(Coscienza) – Stai divagando, dimmi di oggi. –
( Io ) – Hai ragione. Stamattina è arrivato il ragazzo per montare la bombola alla stufa. Suona, apro, è uno nuovo e non molto pratico. Comincia a smontare lo sportello dietro. Gli chiedo se il suo ritardo sia stato per colpa del traffico e mi risponde con un monosillabo affermativo, chiedo se sia in ritardo per le altre consegne ed ecco un altro monosillabo affermativo, al terzo sì come risposta ad una domanda sulla scadenza del tubo, desisto: stava diventando un interrogatorio. A questo punto gli dico di stare attento per l’instabilità della stufa a causa di una rotellina rotta che ha salvato la situazione. Ha incominciato a dirmi dove potrei trovarne di compatibili al mio modello, eventuali prezzi, consigli su come montarla e la soffiata finale di prenderla dai cinesi “e con 5 euro se ne esce”. Lo ringrazio del prezioso consiglio, ma l’argomento si esaurisce prima che lui monti la bombola. Di nuovo silenzio.
(Coscienza) – E poi se n’è andato? –
( Io ) – No, l’ho assunto per reggere la stufa ed evitare che cada. –
(Coscienza) – Come sei suscettibile!. –
( Io ) – Lo so che non sono cose gravi, ma tanto fastidiose e rimango sempre spiazzata, senza parole come dopo aver visto in televisione alle ultime sfilate borse, tacchi, gonne e make up invidiabili. –
(Coscienza) – Non capisco la tua meraviglia. Che ti aspetti di vedere ad una sfilata di moda? –
( Io ) – Parlo di Pitti Uomo.

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Salutare è salutare

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motorinC’è chi saluta con garbo ed educazione, chi continua a sorridere anche dopo essersi allontanato, chi augura il buongiorno anche se non ti conosce, chi usa l’odioso (altro…)

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Debutti da buttare

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muroStamattina ascoltavo Vaime in radio raccontare del suo rinviato e mai fatto provino (causa maltempo) per un’importante squadra di calcio ed ho ripensato ai miei debutti, ai miei due debutti entrambi deludenti ed ambientati nelle recite di fine anno scolastico.
Nel primo, frequentavo la quarta elementare, ero (altro…)

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